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  • martedì, 18 febbraio 2025
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I professionisti del verde. Intervista a Pier Franco Didoli, docente AgenForm

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Quello che manca in questo momento è qualcosa che riunisca e che tuteli i professionisti del verde. Manca la presa di coscienza che il lavoro del giardiniere è importante, non solo per il professionista in sé ma per la comunità e per l’ambiente”.

 

Pier Franco Didoli di Emeraldgreen, professionista con 30 anni di esperienza, è anche docente AgenForm nei corsi di specializzazione come il corso avanzato di gestione del tappeto erboso. Le foto che accompagnano l’articolo sono state scattate durante una visita didattica presso il Golf Club Torre dei Ronchi. Durante la visita Didoli ha descritto in profondità quali sono le difficoltà tecniche di gestione del verde in un campo da golf, ha parlato della responsabilità del greenkeeper e delle sue sfide e ha mostrato agli alunni tutte le insidie che minacciano il tappeto erboso sportivo che compone il green (per i profani, l'area dove si trova la bandiera e la buca).

Pier Franco, è così complicato mantenere un tappeto erboso?

No, se sai quello che fai. Ma come hai visto ci sono tante variabili e tanti tipi di erba. Il tappeto erboso, nel golf come in un normale giardino ha delle caratteristiche specifiche, e nell’ornamentale rappresenta la parte più grande, quella che si vede di più. Se non viene costruito in modo corretto e/o non è sottoposto alla giusta manutenzione sorgono dei problemi che saltano subito all’occhio, anche quello meno esperto. Ci sono molti aspetti da prendere in considerazione.

Perché un giardiniere o aspirante tale dovrebbe frequentare un corso di specializzazione sul tappeto erboso?

Perché la figura del giardiniere deve cambiare. In parte lo sta facendo ma c’è ancora molta strada da fare. Fare il giardiniere non è più un lavoro che può essere svolto in forma amatoriale e improvvisata. Si può essere giardinieri anche di tutto rispetto, ma non ci si può proporre ai clienti senza una formazione adeguata attirandoli solo col prezzo basso. In questo modo si danneggia l’ambiente, il cliente, la categoria professionale e sé stessi. La specializzazione e la formazione giocano un ruolo chiave.

Com’è la figura del giardiniere oggi?

Il giardiniere è una figura complessa, deve possedere competenze anche in ambiti che apparentemente non lo riguardano direttamente, come edilizia, elettrotecnica, idraulica. (Ne avevamo già parlato in questo articolo). Può anche non sapere o potere operare in questi campi, ma la supervisione è essenziale. Per esempio, un idraulico, pur sapendo costruire un impianto idraulico ad arte, nella maggior parte dei casi non sarà in grando di realizzare l’impianto nella forma corretta per il giardino, non perché manchi di professionalità, ma perché non conosce le problematiche specifiche delle piante e del terreno, che variano caso per caso.

Ci sono i giardini “normali” e ci sono i campi da golf. Quali sono le qualità che deve possedere un buon greenkeeper?

La figura del greenkeeper è una figura relativamente nuova in Italia: fino a pochi anni fa non c’era nessun tipo di formazione se non quella data dall’esperienza diretta in campo. Nei primi anni ‘90 si è cominciato con l’importare le cultivar di specie da tappeto erboso di origine americana: colore scuro, endofizzate (tolleranti alle malattie) tolleranti alle altezze di taglio basse. In particolare col dott. Massimo Mocioni dell’Università di Torino hanno avuto origine le prime attenzioni sull’argomento a livello universitario con primi corsi sul tappeto erboso. Tutto lo scibile sull’argomento arriva dagli Stati Uniti dove la cultura del tappeto erboso è radicata nel tempo e la ricerca è molto avanzata, con un grande supporto da parte di Università e di Centri di ricerca privati. In Italia per specializzarsi nel settore esiste la Scuola Nazionale di Golf a Sutri (VT) presso il Centro Tecnico Federale, che offre una formazione completa non solo sulla costruzione e sulla gestione del tappeto erboso sportivo a 360 gradi, ma anche sulle regole e sul gioco. È infatti fondamentale, per essere greenkeeper, conoscere a fondo il gioco del golf, averlo praticato un minimo. Per questo la scuola offre anche una parte di lezioni pratiche per imparare le specificità del gioco, in modo da preparare il terreno secondo le indicazioni della direzione sportiva del campo, e, in certi casi, anche in base ai feedback ricevuti dai soci. Come io ed i miei colleghi insegnamo agli alunni nei corsi AgenForm, la relazione con il cliente, anche nel caso specifico del golf, è fondamentale. Non può essere gestita a caso ed è una parte essenziale del lavoro.

Cosa manca ai professionisti del settore verde?

In generale la situazione dei lavoratori nella manutenzione/costruzione del verde sta migliorando, molte associazioni (Asproflor, Comuni Fioriti per esempio) promuovono il verde a beneficio del cliente finale. In particolare le esperienze di chiusura e limitazione di movimento dovute al COVID-19 hanno portato ad un rinnovato desiderio di ritorno alla natura, con aumenti delle aree verdi stimati fino al 300%. Quello che manca in questo momento è un comune denominatore che riunisca e che tuteli i professionisti del verde, non esiste infatti un albo in tal senso, e mancano quindi coesione e complicità. Per questo la categoria tende a essere ancora sempre un po’ sminuita e maltrattata e, passatemi il termine, a maltrattarsi.

Com’è il mercato del lavoro del giardiniere?

Il lavoro non manca, i giardinieri si lamentano che non trovano forza lavoro. E dire che oggi, con le nuove attrezzature che ci sono, il mestiere è diventato meno faticoso fisicamente. Ci vuole voglia e passione, e oggi il digitale sta attraendo i giovani più del...”naturale”.

Che cosa serve per lavorare meglio come giardiniere, trovare più clienti ed essere pagato meglio?

Serve preparazione. Serve coscienza che il lavoro del giardiniere è importante, non solo per il professionista in sé ma per la comunità e per l’ambiente. Serve specializzazione e serve aggiornamento. Il giardiniere non è solo un tagliatore di erba, la potatura non dovrebbe essere affidata al pensionato senza né arte né parte e nella migliore delle ipotesi con qualche nozione sommaria. Il lavoro sta cambiando, come ho detto, aumentano gli incarichi importanti e bisogna saperli affrontare e gestire con le attrezzature giuste, non quelle dell’hard discount, e con la preparazione adeguata.

Quindi in AgenForm facciamo bene a insistere con la formazione?

Fate benissimo. La formazione è fondamentale per distinguersi. Molti giardinieri a volte si trovano a casa di clienti che ne sanno più di loro, o che hanno già un bagaglio di idee ricevute dalla rete, o dall’amico agricoltore, golfista etc. Sta al giardiniere valutare le esigenze in base alle idee del cliente, sta al giardiniere essere all’altezza di porsi veramente come esperto per guidare il cliente assecondando o correggendo le cose che ha in mente, altrimenti succedono i disastri. Sono questi eventi che fan perdere fiducia, stima da parte del cliente finale. Il risultato? Il giardiniere non porta a casa i soldi! Ci perdono tutti. Una persona formata, e con una formazione specialistica e soprattutto accreditata, non corre questo rischio.

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